Clima, Paesi Ocse chiedono stop finanziamenti export su progetti energetici a carbone

Gli Stati Uniti, l’Unione europea, la Corea del Sud e altre Nazioni ricche si stanno muovendo per vietare alle loro agenzie di finanziamento delle esportazioni di sostenere progetti energetici alimentati a carbone all’estero, nel tentativo di porre fine al sostegno del Governo per una delle maggiori fonti mondiali di gas serra.

Il divieto proposto, che sara’ presentato questa settimana presso l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), fa parte della campagna dell’Occidente per spingere la Cina, l’India e altri grandi Paesi in via di sviluppo a prendere una posizione dura contro il carbone in vista del vertice sul clima di novembre a Glasgow, in Scozia.

La Cina e l’India si sono opposte alle richieste degli Stati Uniti e dell’Europa di impegnarsi a porre fine ai sussidi per la produzione di elettricita’ alimentata a carbone, suscitando il timore che lo stallo sulla questione potrebbe portare al fallimento dei negoziati sul clima a Glasgow.

L’Ocse, un’organizzazione con sede a Parigi che comprende 38 economie in via di sviluppo e sviluppate, supervisiona l’accordo che disciplina le agenzie di credito all’esportazione, che forniscono finanziamenti per i clienti esteri delle societa’ nazionali dei loro Paesi.

Gli Stati Uniti, le 27 Nazioni dell’Ue, il Regno Unito, la Norvegia, la Svizzera, il Giappone, l’Australia, la Corea del Sud, la Nuova Zelanda e la Turchia sono firmatari dell’accordo. Australia, Turchia, Giappone e Nuova Zelanda devono ancora esprimere la loro posizione sulla proposta, che e’ sostenuta dall’Ue, affermano alcuni funzionari che hanno familiarita’ con i colloqui. L’Australia e’ uno dei piu’ grandi minatori di carbone del mondo, mentre la Turchia non ha mai firmato l’accordo sul clima di Parigi del 2015. Il Giappone e’ stato in passato uno dei principali finanziatori di progetti di elettricita’ a carbone all’estero. L’Ue, gli Stati Uniti e altri sostenitori della proposta sono pronti ad attuarla anche senza l’ok di quei quattro Paesi, affermano i funzionari.

La proposta porrebbe fine al finanziamento di credito all’esportazione per la costruzione di centrali elettriche a carbone che non sono dotate di tecnologia per catturare e immagazzinare le emissioni di anidride carbonica della centrale. La tecnologia per la cattura e lo stoccaggio del carbonio e’ in fase di sperimentazione in una serie di strutture in tutto il mondo ma non ha ancora raggiunto lo sviluppo su scala commerciale per l’elettricita’ generata dalla combustione del carbone. La proposta avrebbe un impatto pratico limitato sul finanziamento dei crediti all’esportazione da parte di tali Paesi.

I finanziamenti per l’energia a carbone da parte dei firmatari dell’accordo Ocse sono diminuiti negli ultimi anni. Un precedente accordo limitava il finanziamento all’esportazione per gli impianti che utilizzano solo la tecnologia di combustione del carbone piu’ efficiente. Il gas naturale a buon mercato e il calo dei costi delle rinnovabili negli ultimi anni hanno reso piu’ attraenti altri tipi di fonti per la generazione di elettricita’. L’anno scorso, pero’, le aziende sudcoreane hanno annunciato che avrebbero portato avanti un piano per costruire due grandi caldaie a carbone presso la centrale elettrica di Suralaya in Indonesia, utilizzando circa 1,9 miliardi di dollari di finanziamenti derivanti dalle agenzie di credito all’esportazione sudcoreane.

Il progetto aggiungera’ 2.000 megawatt di capacita’ a quella che e’ gia’ una delle piu’ grandi centrali elettriche a carbone in Asia. I funzionari vogliono porre fine alla possibilita’ che progetti simili possano essere sviluppati in futuro. In una riunione di luglio dei ministri dell’Ambiente del G20 Cina, India e alcuni altri Paesi in via di sviluppo si sono rifiutati di sostenere una scadenza per la fine del finanziamento internazionale delle centrali a carbone o l’eliminazione graduale dei sussidi per i combustibili fossili. Entrambi i Paesi dipendono fortemente dall’elettricita’ a carbone. La Cina e’ stata uno dei principali finanziatori di centrali elettriche a carbone sebbene le autorita’ cinesi abbiano iniziato a ridurre i finanziamenti per tali progetti. I Paesi sviluppati stanno ancora spingendo per un impegno da parte di Cina e India a Glasgow.

“L’umore generale e’ pessimista”, ha detto un alto funzionario francese, aggiungendo che “siamo a settembre e non abbiamo ancora ottenuto l’impegno sul carbone”.

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