Il comparto di pasta e dolci sempre più sostenibile, -11% di emissioni di CO2

Unione Italiana Food, associazione che riunisce 450 aziende dell’agroalimentare, con 20 settori merceologici rappresentati presenta il nuovo rapporto di sostenibilità

Tra il 2013 e il 2019 le aziende italiane dei dolci e della pasta hanno risparmiato 69 milioni di kg di CO2 e 270 mila metri cubi di acqua, recuperando quasi 20 milioni di rifiuti in più.

Lo rivela il nuovo rapporto di sostenibilità di Unione Italiana Food, 450 le aziende rappresentate, che analizza trend e risultati raggiunti in questi anni dalle categorie merceologiche di pasta, prodotti da forno, cacao e cioccolato, gelati, confetteria che valgono complessivamente 20 miliardi di euro l’anno. I dati, raccolti in 36 stabilimenti che fanno capo a 10 delle principali aziende italiane, prendono in considerazione 6 indicatori ambientali, ossia energia, acqua, rifiuti, CO2 , sottoprodotti e produzione. Secondo il rapporto, il percorso di miglioramento è trasversale in tutti i settori. 

La produzione di prodotti da forno e da ricorrenza, come Pandoro e Panettone, ha ridotto del 42,7% le emissioni di CO2 e se il settore della confetteria ha risparmiato 14,51 m 3 di acqua per ogni tonnellata di prodotto, quello del cacao e del cioccolato utilizza il 100% di energia elettrica rinnovabile contro il 7% del 2013. Numeri dietro i quali ci sono soluzioni per creare valore sostenibile, dalle innovazioni tecnologiche per contenere consumi ed emissioni, a progetti locali per la tutela dei territori e delle comunità d’origine delle materie prime di cui si servono, fino alle esperienze di food innovation. 

“La sostenibilità, insieme a qualità e sicurezza, è uno dei fattori di competitività del nostro sistema alimentare”, spiega il direttore generale di Unione Italiana Food, Mario Piccialuti, evidenziando come il rapporto “non è una promessa ma un fatto”. 

Tra le attività intraprese a livello associativo, Uif ricorda lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, che ha dato vita a nuove Linee Guida, tra cui quelle sull’efficientamento energetico, in collaborazione con Enea e sulla valorizzazione dei sottoprodotti alimentari per l’economia circolare

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