Il Giappone approva un pacchetto di stimoli da 490 mld. È la scommessa del nuovo premier Kishida

Il Paese è primo nel G7 per numero di vaccinati. Parte centrale del provvedimento sono gli aiuti alle piccole e medie imprese, i contributi per innovazione e decarbonizzazione e le spese per il welfare

Il nuovo governo giapponese guidato da Fumio Kishida spenderà la cifra record di 56 mila miliardi di yen (490 miliardi di dollari) per un maxi piano di incentivi pensato per stimolare la ripresa della terza economia più grande del mondo. Con questo piano vogliamo “rassicurare il popolo giapponese e dargli la speranza”, ha dichiarato il premier in un discorso televisivo.

L’obiettivo è sostenere la ripresa dalla pandemia dopo le recenti lotte economiche, che hanno riguardato i pagamenti in contanti alla maggior parte delle famiglie e ad alcune aziende più piccole. La dimensione del pacchetto è quasi il doppio di quanto previsto dagli analisti all’inizio di questo mese. Il nuovo programma rappresenta l’equivalente di circa il 10% del Pil giapponese, e anche di più includendo gli ulteriori prestiti da fondi privati che dovrebbe comportare, portando il suo totale a 79 mila miliardi di yen (oltre 600 miliardi di euro), secondo Kishida. “Siamo stati in grado di mettere insieme misure economiche che riapriranno la società dopo la pandemia”, ha assicurato il premier.

Salito al potere a inizio ottobre e sostenuto dal grande successo del suo partito alle elezioni legislative del 31 ottobre, Kishida (Pld, destra conservatrice) ha messo la ripresa economica in cima alle sue priorità. L’economia del Paese ha subito una contrazione in termini reali del 3 per cento annuo e dello 0,8 per cento trimestrale nel periodo compreso tra luglio e settembre, a causa dello stato di emergenza legato alla pandemia di Covid-19 e al calo delle esportazioni – specie quelle di automobili – dovuto alla carenza globale di microchip. Ma dal quarto trimestre si prevede un forte rimbalzo, grazie in particolare al netto miglioramento della situazione sanitaria nel Paese da settembre, legato a un tasso di vaccinazione elevato: quasi il 76% della popolazione ha ormai ricevuto due dosi del vaccino anti Covid. L’ultimo bollettino delle autorità sanitarie, diffuso ieri, ha segnalato solo 163 nuovi casi sull’intero territorio nazionale, contro il picco di oltre 25mila registrato nel mese di agosto.

Parte centrale del provvedimento sono gli aiuti alle piccole e medie imprese, i contributi per innovazione e decarbonizzazione e le spese per il welfare.

Tra le misure più attese c’è la distribuzione di un bonus individuale di 100.000 yen (circa 770 euro) per i giovani dai 18 anni in su e per le persone che vivono in condizioni di precarietà, e di un voucher a tutti i minori di 18 anni nelle famiglie con un reddito annuo inferiore a 9,6 milioni di yen, un piano dal costo stimato in 2mila miliardi di yen. Gli esperti, tuttavia, avvertono che l’efficacia di questi strumenti nell’incrementare i consumi non è così scontata. Già nel 2020 – ricorda l’AGI – il governo giapponese aveva assegnato un bonus da 100.000 yen a tutti i residenti, i quali però lo avevano utilizzato principalmente per risparmiare. Pertanto, “non aspettatevi spese folli” dai giapponesi con il nuovo bonus, ha avvertito la società di ricerca Capital Economics in una nota.
“E’ un piano enorme ma il suo impatto sul Pil appare limitato”, ha stimato Hideo Kumano, economista del Daiichi Life Research Institute, secondo cui l’assegno concesso ai figli risponde più a una logica “politica” che a una strettamente economica.

Nonostante l’altissimo debito pubblico giapponese (attualmente 256,9% del Pil secondo il Fondo Monetario Internazionale), il governo non dovrebbe avere problemi a indebitarsi per finanziare il maxi piano di stimoli, visto che la Bank of Japan (BoJ) mantiene una politica monetaria ultra accomodante e acquista tutti i titoli di Stato giapponesi necessari per mantenere i propri rendimenti intorno allo 0%.

Kishida intende far adottare al Parlamento entro la fine di dicembre un budget aggiuntivo necessario per finanziare il piano. Il primo ministro ha promesso un’azione rapida, con un occhio rivolto alla congiuntura internazionale. Il calo delle esportazioni di automobili ha portato a una contrazione degli investimenti aziendali e delle esportazioni, rispettivamente meno 3,8 per cento e meno 2,1 per cento su base annua. L’indice dei prezzi all’ingrosso è aumentato dell′8 per cento annuo nel mese di ottobre, un dato senza precedenti da 40 anni a questa parte. Il brusco aumento dell’indice dei prezzi giunge in concomitanza con un incremento simile dei prezzi alla produzione in Cina, in un contesto regionale segnato da diffuse strozzature delle catene di fornitura.

La sfida, ora, è sfruttare il vantaggio vaccinale per far decollare l’economia. Le premesse sono buone: con il 75,7% della popolazione vaccinata con due dosi, il Giappone è oggi primo tra i Paesi del G7 per numero di persone vaccinate, seguito da Canada e Italia. Solo che mentre da noi il contagio ha ripreso a correre, il Giappone si appresta ad avviare la campagna per le terze dosi con una curva sempre più piatta.

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